Ha origini antichissime, i primi esemplari che sono stati individuati in Cina, per poi essere stata importata in Europa da commercianti e viaggiatori occidentali che ne avevano apprezzato le caratteristiche e soprattutto il gusto.
Tuttavia oltre ad essere apprezzata per i suoi frutti particolarmente ricchi di vitamina C, la pianta di Kiwi rappresenta una ottima soluzione ornamentale per ambienti esterni. In particolare è una pianta che fa parte della famiglia delle rampicanti e può svilupparsi anche per ben 10 metri in lunghezza.
Dunque è di notevole dimensioni, le sue foglie si presentano con una caratteristica forma che ricorda quella di un cuore e soprattutto sono caduche per cui durante alcuni mesi dell’anno cadono. La raccolta dei frutti avviene solitamente nel periodo autunnale e tra l’altro in Italia è molto apprezzata: non a caso dopo la Cina il nostro Paese è il principale produttore al mondo.
Il periodo di fioritura va dal mese di maggio fino alla prima metà di quello di giugno.
Per coltivare al meglio la pianta di kiwi è necessario un terreno che rispetti delle caratteristiche ben precise rifacendosi ai terreni cinesi posti nelle immediate vicinanze del Fiume Azzurro.
Entrando maggiormente nel merito, questa pianta necessita di un terreno sub-acido ossia con un ph che sia all’interno di un range che va da 6 a 7. Questo genere di terreno è caratterizzato da un modesto contenuto di calcare attivo il che permette di evitare problemi di clorosi ferrica che può essere facilmente riconosciuta per via dell’ingiallimento delle foglie.
Nel caso doveste riscontrare questo problema potrete risolvere con l’apporto di sostanze organiche al terreno
La pianta di Kiwi prediligi un clima decisamente temperato evitando eccessivi sbalzi di temperatura che potrebbero compromettere la fioritura e quindi i frutti. Dunque clima mite magari in una zona nella quale sia possibile ottenere protezione dalle nefaste gelate invernali e allo stesso tempo soleggiata a sufficienza.
A proposito di esposizione ai raggi solari, è certamente necessaria ma allo stesso tempo occorre essere attenti durante i mesi più caldi per non rischiare di sottoporre la pianta ad un dannoso fenomeno di disidratazione. Per ovviare a questo la migliore soluzione è quella di prevedere l’installazione di apposite reti ombreggianti.
Altro aspetto delicato riguarda l’innaffiatura. La pianta di Kiwi gradisce molto acqua soprattutto durante i periodi di fioritura (dal mese di maggio a quello di giugno) e lo sviluppo dei frutti. Tuttavia non bisogna eccedere evitando controproducenti ristagni di acqua ed infine dal mese di agosto gradualmente è opportuno diminuirne progressivamente i quantitativi.
Un aspetto fondamentale per la corretta coltivazione della pianta di Kiwi è rappresentata dalla potatura. Se eseguita in maniera ideale permette di raccogliere tanti frutti.
Nei primi anni della pianta la potatura deve essere funzionale alla sua crescita ed il suo sviluppo per cui occorre effettuarla per facilitare la formazione del tronco principale. In seguito sono necessarie due tipologie di potatura.
La prima viene detta secca in quanto eseguita a cavallo tra il mese di febbraio e marzo ossia quando non sono più possibili le gelate. Con questa potatura si devono eliminare tutti i tralci che nel precedente periodo autunnale hanno prodotto frutti.
Una seconda potatura va quindi eseguita immediatamente prima ed immediatamente dopo il periodo di fioritura. Viene definita potatura verde e deve mirare a sfoltire ed arieggiare la pianta.
Anche quella di kiwi come altre piante ha dei nemici giurati che possono comportare malattie di vario genere che si manifestano con foglie corrose e frutti danneggiati. Questo viene causato da acari specifici come il ragnetto rosso, dall’eulia e dalla cocciniglia. Per difendersi occorre effettuare delle bagnature abbondanti con acqua fredda ed eliminare immediatamente le foglie compromesse.











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