Terreno Ideale
Il terreno ideale, soprattutto per la coltivazione in vaso, non deve essere né argilloso né calcareo, ma fertile, sciolto, leggermente acido e ben drenato. Le annaffiature dovranno essere frequenti e regolari in estate quando la pianta è nel pieno della fioritura, mentre nella stagione autunnale ed invernale sono sufficienti le precipitazioni atmosferiche. Se posto in vaso, le innaffiature, invece, dovranno essere più costanti avendo cura di effettuarle quando il terreno è ben asciutto. In gennaio è buona norma fornire un concime a base di azoto, mentre in primavera un fertilizzante contenente ferro, manganese, magnesio e zinco. Un’abbondante produzione di frutti può essere ottenuta concimando con una miscela di potassio, perfosfato minerale e solfato di ammonio. In inverno, per evitare che gelate notturne deteriorino la pianta è opportuno coprirla con appositi teli e provvedere alla pacciamatura delle radici.
Clima Ideale
L’arancio viene coltivato in terra ma anche in vasi di dimensioni adeguate. L’impianto deve avvenire tra marzo e maggio, e comunque quando non si rischiano gelate notturne. Prima della messa a dimora è bene trattare il terreno con concime per almeno un mese. Effettuata una buca ampia e profonda si interra e si innaffia abbondantemente. L’arancio cresce bene in regioni in cui gli inverni sono temperati, ha bisogno dell’insolazione diretta per varie ore al giorno e patisce se esposto ai venti.
Coltivazione
A seconda della varietà dell’arancio, varia il periodo della raccolta dei frutti che si protrae dalla fine di ottobre alla fine di maggio. Le arance vanno raccolte nelle ore calde della mattinata, in una giornata asciutta e soleggiata e recise dal ramo con almeno due foglie, utilizzando forbici adatte.
La potatura viene effettuata in inverno dopo il raccolto, prima del riposo vegetativo e all’inizio dell’estate. Devono essere tagliati i rami secchi, i succhioni e recisi i rami interni per esporre tutta la pianta alla luce solare, mantenendo la sua naturale forma. La moltiplicazione avviene per talea o per innesto con l’arancio amaro, robusto e resistente.
L’arancio può venir attaccato da vari parassiti che ne danneggiano i germogli, le foglie e soprattutto i frutti. I pericoli più importanti provengono dagli afidi verdi e neri, dalla mosca bianca e dagli acari. Il vero nemico, però, è costituito dalla cocciniglia che prolifera grazie al clima caldo e si annida sui rami e sotto le foglie. Bisogna prontamente intervenire con prodotti adatti, come l’olio bianco, per scongiurare un’infestazione che potrebbe colpire anche le piante vicine. Potrebbe rendersi necessaria un’energica potatura dei rami più infestati dai parassiti, che poi andranno bruciati per eliminarli completamente.

















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